Al rogo (VI^ edizione – anno 1995)

Nel 1314 si compie l’epilogo per i Templari: Jacques de Molay, Gran Maestro del Tempio, viene mandato al rogo. Si realizza così il disegno di Filippo il Bello, Re di Francia ordito dopo il fallimento delle crociate.
Dopo la presa d’Acri, ben 15.000 Templari rientrano in Francia costituendo un pericolo assai grave per Filippo che, nella lotta per il potere temporale col papato, prima impone l’elezione di Clemente V, poi gli fa spostare la sede pontificia ad Avignone.

Sotto la sua regia viene ordita un’epurazione tesa all’annientamento dell’Ordine Templare, tramite confisca dei beni, tortura e rogo. Eresia ed alchimia sono le principali accuse. La tortura è lo strumento per carpire anche le non verità e il rogo diventa l’extrema ratio per ristabilire un ordine. Da sempre il fuoco ha avuto questo potere di purgazione: al rogo i libri definiti pericolosi dal totalitarismo, al rogo Jacques con tutto il suo Ordine, al rogo il grande progetto di una Milizia Celeste.

Al rogo eretici, poeti, streghe, al rogo i diversi. Al rogo la libertà di pensiero. La Storia ci proporrà tanti potenti come Filippo e purtroppo ci consegnerà tanti, troppi roghi.

E’ nel nome di questa libertà voluta e da difendere, troppo spesso dimenticata e offesa, che castignano dedica la VI^ Edizione di Templaria festival.

Perché un nuovo illuminismo sopravanzi le barbarie di questo millennio.