Il Graal (III^ edizione – anno 1992)

“Ora vedo chiaramente tutto ciò che la lingua non potrebbe mai esprimere e il cuore pensare. Qui vedo il principio dei grandi ardimenti e le cause delle prodezze, qui vedo le meraviglie delle meraviglie”.

Così Galahad, il cavaliere puro, figlio di Lancillotto, descrive il Graal nella “Queste du Graal”. Ma cos’è il Graal e quali i collegamenti con i Templari, coloro che più di ogni altro Ordine cavalleresco superarono la limitazione del semplice ideale guerresco della cavalleria laica e quello soltanto ascetico del Cristianesimo? I custodi del Graal sono detti in Wolfram Templari; nel Perlesvaux i Guardiani del Graal sono figure ascetiche e guerriere allo stesso tempo e, come i Templari, portano una croce rossa su veste bianca. Ed Evalach ebbe da Giuseppe di Arimathia che raccolse nella Coppa dell’Ultima Cena il sangue di Cristo, uno scudo bianco con croce vermiglia, proprio come quella data ai Templari da Papa Eugenio III.

“Chiunque vuol conquistare il Graal non può aprirsi la via che con le armi in mano”: la lotta, la “guerra santa” è una via di ascesi e liberazione anche per i Templari. E la nave che viene a prelevare Parsifal per condurlo verso una vita contemplativa ha le stesse insegne templari. Parsifal scompare, come scompaiono il Graal, galahad ed Artù.

Il ciclo si chiude, terminano le grandi avventure. La fine violenta dei templari non scioglie gli enigmi su tutti questi collegamenti. E il mistero del Graal continua ancora oggi.

Templaria ricostruisce la grande epopea del Graal attraverso mostre, convegni, concerti di musica antica e spettacoli nelle piazze e nelle strade di una Castignano che si propone quale unico momento prestigioso di approfondimento sul tema affascinante, quanto scomodo, dei Templari.