Infernus (V^ edizione – anno 1994)

L’uomo del medioevo si è sempre interrogato sul suo aldilà con forza, con insistenza per cercare le ragioni del malessere di cui soffre l’universo intero.

La generale inquietudine viene letta così come una manifestazione di vittoria, ancorchè temporanea, del demonio e il millennio appena compiuto appare come un ritorno di caos. Da qui l’invito alla penitenza, allo stare all’erta, alla purificazione nel tentativo di tramutare il malessere in virtù. Proprio S. Bernardo, quando scrive la regola dell’Ordine dei Templari, parla di una nuova Cavalleria che dovrà condurre un duplice combattimento, a volte contro lo spirito del male nei cieli.

L’inferno appena costruito – non esiste ancora il purgatorio – diventa la rappresentazione creativa e poetica di questo turbinio inquieto dove la fantasia popolare va ben oltre la rappresentazione puramente intellettuale, frutto di tradizioni mutuate da civiltà diverse e da una grande circolazione di idee tra le varie classi umane. E’m, nella pratica, una risposta per immagini a quanti si interrogano sull’aldilà.

E’ quanto cerchiamo di fare in questa Edizione di Templaria, trasformando l’antica Castignano in bolgie e gironi, in attesa che si compia un nuovo e difficile millennio.