La Magia (VIII^ edizione – anno 1997)

L’VIII^ edizione di templaria è incentrata sul dramma che conduce l’individuo, affranto dalla solitudine, dall’angoscia della morte, dal tedio dell’esistenza, dalla paura del dolore, ad approdare ai lidi oscuri della magia, nella ossessionante ricerca di forza e potenza, giovinezza e amore, godimento e distruzione degli avversari. La magia è il tentativo dell’uomo di piegare a propria tutela e vantaggio le forze della natura e del cosmo, sia attraverso la loro conoscenza, sia ricorrendo a riti e formule evocatrici di forze demoniache: magia “nera” o “diabolica”, fatta di incantesimi, stregonerie, tecniche divinatorie. La magia è il filo conduttore che in Templaria, attraverso il teatro, la danza e la musica, cerca di cogliere come la civiltà medioevale ha vissuto questo motivo: il medioevo occidentale, cristiano e quindi fortemente antimagico,, è stato luogo nel quale la presenza del mondo magico, rinvigorita dai contatti conseguenti alle crociate con il mondo musulmano, ha recato scandalo.

Magia dappertutto, magia in massima evidenza per essere combattuta e distrutta con il fuoco: furono così condotti al rogo i Templari per aver praticato l’alchimia, sul rogo fu portato Cecco d?Ascoli per l’interesse che rivolse al mondo astrologico, sul rogo finirono poi schiere di streghe. Ma tanto fuoco non è riuscito a cancellare l’elemento buono della magia che su tutto aleggia, quale desiderio di conoscenza che elabora nel cuore di ogni uomo e del quale così dante ha scritto: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.