“Templari: sulle tracce di un sogno” (XXI^ edizione – anno 2010)

Templari, una parola che d’incanto, ci trasporta in un mondo di sogno, di forti emozioni e straordinarie avventure. E gli ingredienti del romanzo d’avventura ci sono tutti nella vicenda dei Cavalieri del Tempio, gli ingredienti per un romanzo dalla trama intricata, denso di colpi di scena, che coinvolge il lettore fino alla fine della storia per lasciarlo poi sospeso e pieno di domande. I protagonisti, i Templari appunto, un manipolo di uomini valorosi e puri che partono per un lungo viaggio, un viaggio che stravolgerà i loro destini e il corso stesso della storia. La Terra Santa, il grande sogno, ciò a cui i protagonisti tendono e per la cui difesa lottano, a costo di tutto e della vita, naturalmente, perché sono degli eroi. I nemici, gli Infedeli, che la terra Santa vogliono a loro stessa volta e che con la stessa tenacia sono pronti a lottare perché non esistono valorosi eroi senza valorosi nemici.

 

E quindi il Bene e il Male contrapposti, che sono interscambiabili a seconda del punto dal quale si guarda, è vero, ma i protagonisti della nostra storia sono i Templari e quindi è dal loro punto di vista che noi guardiamo. E poi le vittorie, i trionfi, la gloria, le ricchezze, il prestigio fino a una vetta così alta da ritenersi inattaccabile. E invece, come in ogni grande romanzo, l’eroe deve cadere e perdere tutto perché solo così completa il suo percorso. E allora seguono le sconfitte e i tradimenti, gli intrighi e le spie, in un infittirsi della trama che non concede respiro.

 
Il grande regista della cospirazione, Filippo il Bello, il re di Francia: un nemico spietato e scorretto, ma dannatamente tenace perché disperato. Un re sul lastrico che non ha quasi più nulla da perdere e che è quindi disposto a giocarsi tutto. Così Filippo arma un esercito, l’Inquisizione di Francia, e trova un potente alleato, il Papa. I protagonisti cadono vittime della congiura e perdono, perdono ogni cosa: la ricchezza, il potere, la gloria, il rispetto, la libertà e, infine, la vita. Ma non tutti perché, come in ogni romanzo che si rispetti, il grande sogno viene sì ostacolato e vessato ma non si può spegnere del tutto e la sua fiammella deve essere protetta finché i tempi non saranno propizi per vederlo ardere ancora.

 
Così un gruppo di Templari, di notte, a poche ore dal momento in cui i soldati di Filippo il Bello faranno incursione nel Tempio di Parigi per distruggere l’Ordine, fugge; ma non per viltà, fugge per salvare la tradizione, il sapere accumulato e… il Tesoro, che poi è tutto questo e molto altro ancora. Perché il sogno è più importante di qualunque altra cosa ed è più importante dello stesso eroe, il Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, che si dà in pasto al proprio destino, bruciando su un’isola della Senna per permettere al sogno di seguitare a vivere e per coprire la fuga dei suoi custodi.

 
Una trama davvero esaltante, protagonisti straordinari, forti emozioni: ma tutto questo non è un romanzo, è la storia dei Templari; una storia vera, un sogno che continua e che come ogni anno rivivremo a Castignano tra storia, costume e avventura..
 

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