Templaria Festival

I carcerati

Il 13 ottobre 1307 i cavalieri del Tempio di Francia furono arrestati per ordine di Filippo il Bello, monarca francese. I capi di accusa erano gravissimi: aver rinnegato Cristo, aver sputato sulla Croce, sconsacrazione dell’ostia durante la messa, eresia, sodomia, blasfemia, adorazione di una divinità chiamata Baphomet. Guillaume de Paris, Grande Inquisitore di Francia, condusse un primo, sommario, interrogatorio dei 138 Templari trattenuti a Parigi. Tra questi cavalieri, 38 morirono sotto tortura, altri, pochi, avanzarono le prime “confessioni”.

 

Queste permisero di trasferire la maggior parte dei funzionari Templari, 72 in tutto, nel castello di Chinon, dove i cavalieri subirono torture corporali gravissime, inflitte tramite l’uso di sofisticati strumenti di tortura: allungatoi, sedie chiodate, stringigola, rulli, stenditoi, acqua ed olio bollente.
A tali vicende si ispira il gruppo dei Carcerati, presente sin dalla prima edizione di Templaria Festival, che, all’interno di una “location” di grande suggestione, fa rivivere allo spettatore le torture cui furono sottoposti i cavalieri del Tempio di Francia. Sotto la guida dell’istrionico Boia Franco Ascaretti, il gruppo si compone di una quindicina di elementi, divisi tra prigionieri templari e carcerieri, dando vita a una delle rappresentazioni più amate dal pubblico del Festival.

 

Il gruppo utilizza in scena strumenti di tortura tipicamente medievali: attrezzi da taglio di varie misure, tenaglie per strappare unghie dalla carne viva, gabbiette, incudini, grattugie, una lunga e dolorosa frusta di cuoio, un’ascia di grande effetto scenico senza dimenticare la suggestione creata dal personaggio dell’Impiccato. Scopo della tortura è ottenere la conferma delle accuse mosse ai cavalieri del Tempio. A fine spettacolo, i prigionieri, non avendo altra scelta, spossati dalle pene corporali subite, non potranno far altro che confessare.