La missione del Santo in Medioriente tra dialogo, battaglie e Cavalieri del Tempio.
L’edizione 2026 di Templaria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226–2026) e racconta il Poverello d’Assisi attraverso gli spettacoli, gli incontri e le suggestioni nelle notti del festival.
Nella sua essenzialità, la storia di Francesco è quella di un giovane ricco, figlio di mercanti di stoffe, che abbraccia la povertà creando un nuovo esempio di vita, scegliendo l’umiltà come linguaggio e la luce della pace come direzione. E in pochi anni, proprio grazie a questa scelta radicale, attorno a lui si raccoglie una moltitudine di giovani: non seguaci, ma compagni di strada, attratti dalla sua libertà, dalla sua gioia, dalla sua capacità di trasformare la vita quotidiana in un gesto di fede. La sua storia cresce, si diffonde, diventa un punto di riferimento per un’Italia inquieta e in trasformazione.
È dentro questa vita così intensa che si inserisce il suo viaggio in Terrasanta.
Il suo viaggio in Terra Santa non è solo un episodio tra i tanti che arricchiscono le biografie ufficiali e non ufficiali: è un atto di coraggio che sfida le logiche della Crociata, un gesto che rompe gli schemi del suo tempo. Francesco non cerca la vittoria, ma l’incontro; non porta dottrine, ma presenza; non impone, ma ascolta.
Il tema di questa edizione Humilitas in lumine richiama la sua capacità di illuminare senza dominare, di farsi piccolo per aprire immensi spazi nuovi, di portare pace senza negare la complessità del mondo.
Il suo eterno predicare lo porta anche nella Marca e nel territorio ascolano, dove sorgono eremi e insediamenti francescani e Castignano presenta con orgoglio le tracce e i resti di uno di questi — segni concreti di una presenza che ha trasformato il paesaggio spirituale e umano. Dunque Templaria non racconta Francesco da spettatrice: lo racconta da terra che lo ha ospitato, da comunità che ne custodisce la memoria.
Una memoria che va rinnovata, rivissuta, rimessa in circolo, perché parla ancora al presente.
Templaria Festival prosegue nella sua aderenza alla storia e ai suoi legami con il presente, in continuità con le edizioni precedenti, consapevole che il XIII secolo è uno dei periodi più ricchi e complessi della nostra storia: crociate, scontri tra guelfi e ghibellini, rivoluzioni religiose, città in fermento, ordini che cambiano il volto dell’Europa.
Lentamente, senza clamori o vanagloria, di anno in anno continua la ricerca storica di Templaria Festival. In collegamento con l’edizione precedente Pax et Bellum Templaria 2026 esplora come la pace non sia mai un’assenza di conflitto, ma una scelta consapevole: la scelta di lottare per la pace dentro il conflitto stesso, come fece Francesco, attraversando il suo tempo con coraggio, umiltà e una luce che ancora oggi interroga il presente.
Prof. Andrea Fioravanti
